La rabbia

Circa 3 settimane fa precisamente il 13 Gennaio, mentre stavo a letto a tentare di prendere sonno, mi arriva inaspettato uno scatto d’ira e rabbia che mi fa involontariamente girare verso il muro per poi dargli un pugno, il risultato è stato molto doloroso in quanto Indice e Anulare della mano destra hanno iniziato a farmi malissimo così male da non poter riuscire a dormire. Il risultato è stato più che indesiderato non mi aspettavo che mi facesse così male, sono rimasto con le due dita bloccate per una settimana non potendo chiudere bene il pugno.
Il risultato si è visto immediatamente dopo un paio d’ore quando la parte che ha avuto l’impatto si è gonfiata. Fino a questo preciso momento mi fa ancora un po male ma riesco a chiudere bene il pugno. E a dire che il giorno prima che dessi il pugno che mi frantumò la mano ne diedi un altro ma presi il muro diretto e non mi fece particolarmente male, ma questo è stato devastante non sono riuscito a pensare ai danni che mi sarei causato, è stato un impulso incontrollabile. Mia madre è stata quella che si è preoccupata di più chiedendomi i motivi del gesto, continuando a ripetere tutto il giorno il perché. Mio padre, l’unica cosa che ha saputo dire è stata,Cos’hai alla mano ? Niente gli dico io. Mia madre invece gli dice che il giorno prima avevo dato un pugno al muro. Ma io rispondendo a mia madre gli dissi che ne diedi un altro ma molto più forte. All’ora lui dice, Non riesce a sfogarsi, è questo, è inutile non ne deve dare pugni al muro. Pff che interesse immenso che avuto, non che me ne aspettassi da lui, ne da nessun altro dato il fatto che me la ero cercata io. Non volevo comprensione da nessuno in quel momento, volevo essere lasciato in pace, e così stetti l’intera giornata cole le cuffie ad ascoltare musica, e leggendo dato che non avevo voglia di fare altro, oltre che a non poterlo fare.

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La solitudine

La solitudine, non avere accanto qualcuno a cui raccontare come ci sentiamo nei momenti più tristi della nostra vita, i problemi che abbiamo e vorremmo superare con il supporto emotivo di coloro a cui teniamo di più.

In fin dei conti fino a questo momento ho sentito quest’emozione molto sporadicamente poiché ho sempre accanto una madre premurosa che mi chiede cosa abbia nelle giornate “no” facendomi ritornare il sorriso con le sue frecciatine un po da burlona. Non capisco nonostante i problemi come lei riesca ad avere sempre il sorriso stampato sulle labbra giorno per giorno ed avere la forza di volontà di scherzare e sdrammatizzare su quello che accade.

Un giorno diverso da un altro

7:25 del mattino appena alzato.

Stanotte non ho chiuso occhio, sono andato a letto alle 20:00 dopo essermi imbottito di antiinfiammatori perché avevo un mal di denti nell’arcata dentale inferiore sinistra (un maledetto molare curato) insopportabile che si collegava in tutta la mascella, inoltre sentivo come degli impulsi fastidiosissimi che mi arrivavano alla testa come di piccole scariche.

Sono crollato per circa tre ore per poi risvegliarmi alle 23:00 e qualcosa. Poi da li sono rimasto fino alle 7:00 a letto per poi alzarmi. Nonostante il dente non mi duole molto. La cosa strana è che ieri con dolori uguali d’intensità e senza prendere medicine sono riuscito a dormire ma stanotte no, nonostante tentavo di rilassarmi il più possibile ma senza riuscire, così adesso mi ritrovo dietro ad uno schermo dopo aver fatto colazione da non so quanto tempo, sia passato da quanto non ne faccia una, perché mi alzo sempre tardi o se mi alzo presto non la faccio, ma stamani mi sono ricordato di avere 2 yogurt nel frigo così ne ho preso uno. Speriamo che riesca a rimanere sveglio almeno per un paio d’ore, la musica mi tiene compagnia nel frattempo.

Cosa accadrà ??

Circa due ore fa, sono venuto a conoscenza che oggi si concludevano gli esami. Quando l’ho saputo i pensieri hanno iniziato a vagare, pensando alla scuola e quanto io abbia perso, amici, professori e futuro. Adesso mi ritrovo ad essere completamente abbandonato ad un destino che credo sia difficilmente riparabile, solo il tempo potrà. Sento di aver perso tutto quello che ho creato in 4 anni e 3 mesi di superiori, ho distrutto il mio castello di vetro con una sola decisione. Ho sempre pensato di esserci arrivato grazie alle mie forze e all’aiuto di mia madre che di tanto in tanto mi dava qualche spinta per andare avanti. Ma quest’anno è stato troppo per me, litigi, menefreghismo riguardanti la famiglia riguardanti chi l’ha voluta, la paura, le tensioni, e lo stesso che mi portava a sentirmi giorno per giorno sempre male, il mio carattere introverso non mi ha permesso di fregarmene e di continuare, ma ho deciso di lasciare perché ci tenevo a quello che stavo facendo e ho preferito lasciare, che fare qualcosa in un modo diverso da quello che mi sarei aspettato secondo i miei programmi.

A scuola ho sempre evitato dialoghi con i compagni o con i professori, mi limitavo a fare delle richieste o domande, e la cosa finiva li facevo le interrogazioni con la paura di parlare ma riuscendo tutto sommato a esprimermi una volta iniziato il dialogo. Continuavo per i fatti miei fino a fine giornata, per farvi capire, la mia professoressa di storia dell’arte una volta mi ha soprannominato pasta d’angelo per via del mio carattere, un po misterioso perché vedeva questo ragazzo che parlava solamente quando veniva chiamato o trascinato in qualche dialogo e che non faceva casini e non disturbava mai e sempre attento alle lezioni. La paura del giudizio delle persone era quello che temevo di più infatti i professori a cui davo più fiducia erano i primi a cui io andavo per l’interrogazione o altro, gli altri invece per il loro carattere autoritario e molto rigido cercavo di portarli sempre a l’ultimo momento. Ci tengo a precisare che mio padre non è stato sempre presente e che sentirsi dire da un padre certe cose, abbastanza pesanti credo che sia il colmo, perché poi inizi a chiederti perché ti ha messo al mondo e che se la faresti finita sarebbe meglio. E sempre stata mia madre ad obbligarlo a fare certe cose per noi, se non fosse per lei adesso non sarei qui.

Articolo pubblicato sul mio vecchio blog in data > 13 luglio 2017